Negli ultimi anni, un numero crescente di donne sta abbandonando le religioni organizzate, in particolare le denominazioni cristiane più conservatrici. Questo fenomeno, sempre più evidente tra le giovani generazioni, è spesso legato alla percezione di un ambiente religioso patriarcale, incapace di rispondere alle loro esigenze di autodeterminazione e inclusione.
Dati recenti mostrano che le donne della Generazione Z stanno lasciando le chiese in percentuali superiori rispetto agli uomini, invertendo un trend storico che vedeva la popolazione femminile come quella più fedele alle istituzioni religiose. La disaffiliazione è legata a fattori come il rifiuto dei ruoli di genere tradizionali, la mancanza di rappresentanza femminile nei ruoli di leadership e il contrasto tra le loro convinzioni progressiste - ad esempio in materia di diritti Lgbtq+ e aborto - e le posizioni assunte da molte chiese (Nyt).
In questo vuoto lasciato dall’istituzione religiosa, molte donne stanno cercando nuove forme di spiritualità, più fluide e meno gerarchiche, trovando nel neopaganesimo e nella stregoneria moderna una dimensione più adatta alle loro aspirazioni e identità.
L’interesse per il neopaganesimo è in costante crescita, con un aumento significativo delle persone che si identificano come pagane o wiccan. La Wicca è una religione neopagana nata nel XX secolo, caratterizzata dalla venerazione della natura, dalla pratica della magia rituale e da un sistema etico basato sul principio “Fai ciò che vuoi, purché non nuoccia”. Negli Stati Uniti, il numero di praticanti neopagani è passato da qualche decina di migliaia negli Anni ‘80 a quasi un milione nel 2014, secondo alcune stime. Le donne costituiscono la stragrande maggioranza di queste nuove comunità, con percentuali che arrivano fino al 74% nei gruppi di adorazione della Dea. Questi gruppi si basano sulla spiritualità femminile e sulla venerazione di divinità femminili, spesso associate alla natura, alla fertilità e alla saggezza ancestrale, in contrasto con le tradizioni monoteiste che hanno storicamente privilegiato figure divine maschili (The Bulwark).
A differenza delle religioni tradizionali, il neopaganesimo è caratterizzato da un’organizzazione decentralizzata e da pratiche flessibili, che permettono alle donne di ritrovare un senso di connessione con la spiritualità senza dover accettare dogmi rigidi. Alcune di loro vedono in questi movimenti una possibilità di riappropriarsi di un potere personale negato per secoli, una forma di resistenza contro le strutture di controllo patriarcali che hanno storicamente represso la figura della strega (Irish Examiner).
La figura della strega è diventata negli anni un potente simbolo femminista. Se in passato la caccia alle streghe serviva a eliminare donne indipendenti, potenti o semplicemente non conformi alle aspettative sociali, oggi la stregoneria è stata reinterpretata come una pratica di empowerment. Filosofe come Silvia Federici e Mona Chollet hanno sottolineato come le persecuzioni delle streghe siano state una forma di controllo sociale, mirata a reprimere l’autonomia femminile e consolidare un sistema di potere maschile (The Conversation).
Questo concetto è stato ripreso anche nei movimenti femministi contemporanei, che hanno trasformato la strega in un’icona di ribellione. Sin dagli anni ‘70, lo slogan “Tremate, tremate, le streghe son tornate” ha accompagnato molte battaglie per i diritti delle donne, riaffermando l’idea che la stregoneria non sia solo una pratica esoterica, ma anche una metafora politica per la resistenza contro le oppressioni di genere.
Oggi, molte donne si identificano nella figura della strega come simbolo di autonomia e libertà, reinterpretandola alla luce delle loro esperienze e delle sfide contemporanee.
La strega ha trovato una nuova vita anche nei media, diventando un’eroina dei tempi moderni. Dalla televisione al cinema, i personaggi femminili con poteri magici sono sempre più rappresentati in modo positivo e complesso. Se un tempo le streghe venivano raffigurate come minacce da eliminare, oggi sono protagoniste di storie di autodeterminazione e crescita personale. Serie come Buffy l’ammazzavampiri, Sabrina, American Horror Story: Coven e WandaVision hanno contribuito a ridefinire l’immaginario collettivo, trasformando la strega in una figura forte e carismatica (Guardian).
Anche i social media hanno giocato un ruolo fondamentale nella diffusione della spiritualità alternativa. Su TikTok, la comunità di WitchTok raccoglie miliardi di visualizzazioni, con contenuti che spaziano dalla lettura dei tarocchi ai rituali di protezione. Instagram è pieno di profili di influencer che condividono pratiche magiche, mentre su Reddit esistono intere comunità dedicate alla stregoneria moderna, alcune delle quali usano la magia in chiave politica, ad esempio con incantesimi contro figure conservatrici o movimenti anti-femministi (Washington Times).
Questo fenomeno dimostra come la stregoneria sia diventata più di una semplice moda: è un linguaggio con cui molte donne esprimono la loro ricerca di spiritualità e autodeterminazione.
L’estetica della strega è ormai un elemento ricorrente anche nella moda e nel lifestyle. Il fascino del gotico e dell’occulto è sempre più presente sulle passerelle e nei guardaroba, con collezioni che reinterpretano l’immaginario esoterico in chiave contemporanea. La moda “witchy” è diventata un trend consolidato, influenzando il design di abiti, accessori e perfino make-up. Brand di lusso e stilisti indipendenti hanno abbracciato questa estetica, proponendo look ispirati alla magia e ai rituali occulti.
Questo legame tra stregoneria e moda non è solo estetico: rappresenta anche una forma di espressione personale e di resistenza ai canoni imposti. Vestirsi da strega oggi significa, per molte donne, abbracciare un’identità non conforme, ribadire il proprio potere e rifiutare i dettami della femminilità tradizionale (Vanity Fair).
Il ritorno della stregoneria nella cultura contemporanea non è solo una tendenza passeggera. È il riflesso di un cambiamento profondo nella società, in cui sempre più donne cercano modelli di spiritualità e identità che valorizzino la loro autonomia. L’allontanamento dalle religioni tradizionali, la riscoperta delle pratiche neopagane, il legame con il femminismo e la crescente influenza della cultura pop hanno trasformato la strega in un simbolo potente della donna contemporanea.
In un’epoca di incertezze, la stregoneria offre non solo una via di fuga dal razionalismo dominante, ma anche uno strumento per rivendicare il proprio spazio nel mondo. Che sia attraverso la spiritualità, i media o la moda, la figura della strega continua a esercitare un fascino irresistibile, ridefinendo il concetto di potere femminile in una società ancora in evoluzione.